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Cooperazione Sociale
Articoli scritti sulla cooperazione sociale

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folder icon ISTAT Dati 2003 sulle cooperative sociali 3
Il volume, pubblicato dall'ISTAT presenta i risultati della seconda rilevazione sulle cooperative sociali iscritte nei registri regionali e provinciali al 31 dicembre 2003 ai sensi della legge 381 del 1991.
La pubblicazione è articolata in due parti. Il primo capitolo è dedicato all’analisi delle caratteristiche strutturali delle cooperative sociali, della loro distribuzione regionale e della classificazione per tipologia; il secondo tratta le risorse umane, esamina la base sociale e le tipologie di personale impiegato; il terzo analizza i dati relativi alle risorse economiche e il quarto le attività svolte, i servizi offerti e gli utenti serviti. La seconda parte contiene le tavole statistiche con i dati relativi alle principali variabili per provincia. Completano il volume il glossario e il questionario di rilevazione.

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file icon Bilancio sociale Centro Accoglienza la Rupe 2004-2005
20/01/2007

Il Bilancio sociale del "Centro Accoglienza la Rupe coop. sociale a r.l." vincitore di una menzione speciale da parte dell'AIRCES in occasione della cerimonia di consegna del premio "Quadro Fedele".

Per il contributo si ringrazia il nostro associato Stefano Bendanti che è stato uno dei curatori del bilancio.

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file icon Le cooperative sociali di tipo B a Parma
19/01/2004

L'analisi di questo lavoro è concentrata sullo studio dei bilanci delle cooperative sociali di tipo b) aderenti al Consorzio di Solidarietà Sociale di Parma (14 cooperative), in un periodo che comprende gli esercizi dal 1996 al 2000. Dal nostro punto di vista e dalla osservazione del territorio parmense, le cooperative di tipo b) sono considerate più "interessanti" ai fini dell'analisi economica perché assimilabili al funzionamento di un'impresa erogatrice di beni e servizi (quindi con obiettivi di economicità ed efficienza di gestione) pur svolgendo un'attività sociale peculiare, ovverosia l'inserimento lavorativo di persone svantaggiate (art.4 legge 381). I bilanci riclassificati (conto economico a valore aggiunto, stato patrimoniale secondo la liquidità) di ogni singola cooperativa sono stati aggregati per ogni esercizio, costituendo un bilancio di una "macro-cooperativa", studiato secondo l'analisi di indici di bilancio classica, analizzando l'equilibrio economico-reddituale, finanziario e patrimoniale.
L'analisi temporale consente di evidenziare l'andamento di alcune variabili fondamentali delle imprese cooperative: nel periodo considerato il fatturato è sostanzialmente raddoppiato (passando da 5,5 mld a circa 11) mentre il valore aggiunto (ricavi netti caratteristici al netto di costi industriali e di beni e servizi) è aumentato del 104% e l'andamento dell'occupazione è cresciuto in maniera sostanziale fino al 1998 per stabilizzarsi negli ultimi due anni, adempiendo ad un obiettivo fondamentale dell'impresa sociale, ovvero la crescita e la garanzia occupazionale (nel 1996 erano occupati circa 100 addetti contro i 185 del 2000).
Il riferimento legislativo principale che disciplina le cooperative sociali è la nota legge 381 del 1991; le cooperative sociali hanno lo scopo di perseguire l'interesse generale della comunità alla promozione umana e all'integrazione sociale dei cittadini attraverso: a) la gestione di servizi socio-sanitari ed educativi e b) lo svolgimento di attività diverse – agricole, industriali, commerciali e di servizi – finalizzate all'inserimento lavorativo di persone svantaggiate.
La cooperativa sociale è quindi impresa che svolge attività afferenti al welfare state (principio di solidarietà), produce per il mercato ma con finalità evidentemente diverse dal profitto, genericamente riconducibili all'interesse generale sociale. Si delinea un ideal-tipo di cooperativa sociale che (Travaglini, 1997)
a) opera come autentica impresa verso il raggiungimento di condizioni di massima efficienza nell'acquisizione delle risorse, nella loro combinazione e nella cessione dei beni e servizi prodotti
b) supera l'obiettivo mutualistico di gruppo e categoria nell'orientamento all'interesse generale della comunità alla promozione umana e all'integrazione sociale c) intende quale propria missione specifica l'esercizio di attività economiche nella ricerca delle condizioni per rispondere a bisogni sociali emergenti garantendo l'equa remunerazione ai fattori produttivi specifici conferiti
d) decide, nel qualificarsi cooperativa sociale, di rinunciare ad ogni distribuzione di utile e ad ogni sovra-remunerazione dell'apporto che avrebbe natura economica di profitto, destinando invece l'intero residuo di gestione (dedotti gli accantonamenti per garantire il consolidamento e lo sviluppo dell'azienda sotto forma di riserve indivisibili) a finalità di interesse generale e) comunica, agli interlocutori ed a tutta la comunità, gli esiti del processo di distribuzione del valore e motiva, negli strumenti informativi obbligatori opportunamente redatti ed integrati, le scelte compiute nella destinazione del residuo eventualmente determinatosi (bilancio sociale).

Le cooperative sociali naturalmente condividono con tutti le altre tipologie di cooperative i principi-ideali tipici, che vale senz'altro la pena ricordare, fornendo un'integrazione per la particolare categoria mutualistica che vanno a ricoprire:
1) dimensione; ricerca di una dimensione compatibile con la possibilità di sviluppare tra i soci effettive e positive relazioni di conoscenza e collaborazione
2) territorialità; legame con la comunità locale
3) specializzazione, su determinate aree di bisogno
4) valorizzazione generalizzata delle diverse risorse umane che fanno capo alle cooperative
5) porta aperta e integrazione societaria di lavoratori retribuiti, volontari e fruitori
6) collaborazione ed integrazione tra cooperative

Autori:

Dott. Gianluca Laurini - CoopFond

Dott. Remo Azzolini - presidente della cooperativa sociale Eumeo


 

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file icon La cooperativa sociale C.A.D.I.A.I., tra impresa e solidarietà
05/11/2003

Settembre 1974, nasce a Bologna C.A.D.I.A.I.

L'iniziativa la presero 27 donne che, sulla scorta dell'esperienza di una precedente Associazione, e con contributi a fondo perduto del movimento Cooperativo, avevano l'obbiettivo di tutelare e qualificare il c.d. "lavoro di cura”, affermandone contenuto professionale e valore sociale. La Cooperativa parte dall'esigenza delle socie fondatrici di creare un'organizzazione autogestita per dare una risposta qualitativamente valida al problema dell'assistenza.

- una Coop nata dalle donne e che alle donne soprattutto intendeva offrire servizio ed aiuto.

Oggi i servizi che C.A.D.I.A.I. gestisce, nei diversi settori, sono modelli di efficienza gestionale, ed hanno un ottimo riscontro in termini di soddisfazione degli interlocutori più immediati, siano essi clienti/committenti, o clienti/utenti.

Nell'ottica di cercare di migliorare (valorizzandoli) i servizi resi, e di ottimizzare più in generale la qualità aziendale, C.A.D.I.A.I. si è preoccupata di ottenere la certificazione di qualità UNI EN ISO 9001: 94, accogliendo nel proprio percorso anche l'analisi dei processi previsti dalla nuova normativa internazionale (Vision 2000).

Autore: Dott. Gianpiero Bellanova

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file icon Otto mesi nel sociale
05/11/2003

Ai tempi, all'interno del corso di master che stavo frequentando, mi fu detto scherzando, ma forse non troppo, che "…non c'era nessuno più sociale di me…" …Era vero!
Di punto in bianco sono stata catapultata tra i meandri della Cooperazione Sociale bolognese, sballottata tra riunioni, convegni, seminari, dai quali emergeva sempre con maggior forza e vigore la necessità, da parte dei cooperatori sociali, di riappropriarsi di un ruolo importante e determinante nel territorio all'interno del quale ogni giorno erogano servizi oramai indispensabili per l'intera collettività, ma ancora troppo poco riconosciuti e stimati per il loro effettivo peso dalle istituzioni.
Più volte, nel corso di questi incontri, si è ravvisata la necessità di una sempre più urgente presa di coscienza da parte del mondo cooperativo sociale, di effettuare, cioè, una seria auto-riflessione riguardo non solo al proprio ruolo di soggetto caratterizzato da un’identità ed una mission specifica, che deve essere oltremodo riconosciuta e rispettata, ma anche e soprattutto su quale sia il modus operandi di questa realtà, ovvero il modo in cui si decide di essere presenti, con tutto il personale bagaglio di esperienze e potenzialità, sul territorio nel quale si lavora quotidianamente in risposta a determinati bisogni.

...è partito il travagliato lavoro della "Guida Unitaria della Cooperazione Sociale", alla quale hanno aderito Legacoop Bologna, Confcooperative Bologna, Agci, Legacoop Imola e Confcooperative Imola. Un coraggioso passo verso il riconoscimento dei propri limiti, ma anche una consapevole e ferma volontà di superarli e di andare avanti, tesi verso quel miglioramento, quel salto di qualità, che il mondo della Cooperazione Sociale stenta a raggiungere ormai da troppo tempo.

Autore: Dott.ssa Roberta Curiazi

Collaboratrice presso LegaCoop Bologna

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