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Discorso conclusivo rappresentante studenti I° Ciclo PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
sabato 20 dicembre 2003

Il testo integrale del discorso tenuto da Maurizio Zucchini

 

Illustri Professori, Gentili Ospiti, economi della Cooperazione (questa la mitica definizione del dott. Giovanni D'Adda per abbracciare sia gli "specializzati" sia i "masterizzati"), aspiranti futuri economi della cooperazione, innanzi tutto vorrei ringraziare coloro che hanno permesso la realizzazione del Master, quindi svolgere alcune riflessioni riferite al corso appena concluso ed infine proporre in nome degli studenti del MUEC 2002/2003, la costituzione dell'Associazione ex Alumni MUEC.

Iniziamo subito con i ringraziamenti. Ci preme ringraziare l'Università di Bologna, la Facoltà di Economia, L'Istituto Luzzatti, le Centrali Cooperative e tutti coloro che negli anni si sono impegnati nella realizzazione del corso di specializzazione in Economia della Cooperazione oggi Master.

L'importanza di questi ringraziamenti è ancor più sentita in seguito alle giuste considerazioni del Prof. Stefano Zamagni, circa la difficoltà del movimento cooperativo a studiare sè stesso e a riflettere sul suo passato e soprattutto sul suo futuro.

Negli anni grazie all'Istituto Luzzatti, alle Centrali Cooperative e alla disponibilità del Mondo Accademico si è fatta propria l'esigenza di studio e formazione delle future generazioni riteniamo che il MUEC possa essere considerato uno degli emblemi del percorso formativo intrapreso negli anni.

Il secondo ringraziamento va a tutti i nostri docenti che ci hanno permesso di partecipare al loro sapere. Durante l'anno abbiamo ben compreso le loro difficoltà a conciliare esigenze spesso contrastanti. Prima fra tutte il tempo. Tutti i moduli didattici avrebbero meritato approfondimenti ben più sostanziosi, a parziale soddisfazione delle nostre conoscenze riteniamo possa venirci incontro la costituenda Associazione di cui dirò in seguito. Mi preme evidenziare una ulteriore difficoltà cui i nostri docenti si sono sistematicamente imbattuti, ovvero la varietà dei curricula scolastici che gli studenti possiedono, questo comporta uno sforzo maggiore da parte di tutti.

L'ultimo ringraziamento va all'organizzazione del Master, mi riferisco al Dott. Giovanni D'Adda, il nostro tutor. Giovanni è stato un tutor sempre presente e disponibile. Agli studenti che attualmente frequentano il MUEC dico che sul Dott. Giovanni D'Adda si può sempre contare ed avere un punto di riferimento.

Prima di passare al secondo punto del mio intervento, vorrei ringraziare a titolo personale, i miei colleghi di Master, per i momenti trascorsi insieme e augurare agli attuali studenti di continuare la tradizione a noi trasmessa e fedelmente coltivata, che vuole il MUEC un serio momento di studio ed approfondimento ma anche di confronto gioviale e divertito.



Vorrei passare al secondo punto della relazione riferita alle riflessioni sull'anno accademico appena trascorso.

Innanzitutto sono lieto di essere portavoce oggi di un comune senso di appagamento presente, ne sono certo, in tutti i miei colleghi.

L'anno trascorso insieme approfondendo i temi della cooperazione, e non solo dell'economia della cooperazione, ha dato modo a tutti noi di conoscere meglio le peculiarità di questa modo di "fare impresa" che molto ha significato e significa tutt'oggi per l'economia del nostro Paese.
Negli ultimi anni il mondo della Cooperazione è stato soggetto (e a volte oggetto) di profondi mutamenti che se in alcuni casi lo hanno portato a rafforzare la propria identità, in altri lo costringono a sottoporsi a nuove sfide sempre più impegnative.

La crescente complessità dei processi economici nell'epoca della globalizzazione investe anche le imprese cooperative; si rende pertanto necessaria una nuova definizione degli schemi e delle pratiche gestionali (si pensi, ad esempio, al tema degli strumenti finanziari).
Le riforme del diritto societario e della materia giuslavoristica riguardano, è vero, tutte le tipologie di impresa e non solo quella cooperativa, eppure è proprio a quest'ultima che sembrano porre le sfide più impegnative.
La storia del movimento cooperativo italiano e i caratteri peculiari della cooperazione come forma di impresa democratica, che si sviluppa "sul lato debole del mercato", richiedono la non facile individuazione di strade e percorsi tesi ad affrontare i cambiamenti in corso, senza che venga snaturata l'essenza stessa delle cooperative e che venga ridotto, o addirittura eliminato, il ruolo importante, e, in alcune aree geografiche del paese, addirittura principale, che esse hanno avuto nel rappresentare e promuovere la democraticità che l'economia di mercato può avere.
La dinamicità che l'impresa cooperativa dimostra in alcuni settori economici quale quello del sociale, non deve far ritenere che il destino di questa forma d'impresa sia relegato solo a questi. E' nei settori tradizionali, dove la cooperativa si confronta quotidianamente con imprese for profit che è necessario riaffermare le capacità e, in alcuni casi la superiorità, di questa forma d'impresa rispetto ad altre.
E' inoltre necessario dimostrare anche tramite l'utilizzo di alcuni strumenti, penso, ad esempio, al bilancio sociale, sviluppati in ambito cooperativo e poi adottati da molte aziende for-profit, come questo tipo d'impresa sia capace di vivere sul mercato e di svilupparsi, pur avendo come scopo non il mero profitto, ma la soddisfazione dei bisogni dei suoi associati e di tutti gli stakeholder che intorno ad essa ruotano.

Risulta evidente che, per raggiungere tutti questi obiettivi, e per accettare le sfide che la realtà economica e sociale, quanto mai dinamica, pone sia alle singole imprese, sia all'intero movimento è necessario per essi dotarsi di operatori che abbiamo sia professionalità specifiche, sia una conoscenza profonda delle motivazioni che hanno guidato lo sviluppo storico del movimento cooperativo italiano. Se per le cooperative è spesso importante avere professionalità specifiche dei settori in cui operano, coniugate ad una profonda coscienza dei ruoli importanti di "fucina di solidarietà, puntello delle crisi occupazionali, sostegno delle categorie di lavoratori più deboli sul mercato del lavoro, presidio del territorio" (come altri ha definito la cooperazione), per il movimento è altrettanto necessario dotarsi di figure che abbiano una visione globale del mondo della cooperazione e sappiano fornire ad esso i servizi di cui ha bisogno. Sono proprio queste ultime le professionalità che, prima il Corso di Perfezionamento, e oggi, finalmente, il Master Universitario in Economia della Cooperazione crea.
In una realtà in rapida evoluzione come quella italiana, disporre di funzionari qualificati e competenti, in grado di comprendere la specificità del fare cooperazione, e' un esigenza ormai sempre più avvertita, dalle imprese, dalle associazioni e dalle strutture di servizio del movimento cooperativo. A queste figure che tramite il Master Universitario, grazie all'intervento dell'Istituto Luzzatti e delle quattro centrali cooperative, si stanno creando, è necessario che il movimento, in tutte le sue articolazioni, dia sia delle concrete prospettive occupazionali, sia la possibilità di continuare a professionalizzarsi.
E' essenziale nella formazione dei cooperatori e dei futuri cooperatori che il Master forma, il periodo di stage svolto, che rappresenta, in alcuni casi un'esperienza totalmente nuova per gli studenti, e, in altri, una prosecuzione di rapporti preesistenti con il mondo cooperativo ma reinterpretati alla luce delle nuove conoscenze apprese, ma comunque, è, in ogni caso, il naturale complemento di una formazione teorica mirante alla formazione di funzionari che sappiano affrontare i nodi principali della gestione d'impresa, evitando l'applicazione meccanica e acritica di logiche e metodologie gestionali estranee alla "filosofia" del contesto cooperativo.

Si spera che la maggior parte degli stage svolti, oltre a rappresentare un'esperienza formativa, possano evolvere in rapporti professionali premianti sia per gli studenti, sia per le strutture che vorranno decidere di avvalersi di loro.

Tuttavia, come è ovvio, la formazione che il Master può offrire non è autosufficiente al continuo progredire delle professionalità che esso forma. Proprio nell'ottica della formazione continua, e grazie ai rapporti di sincera amicizia che si sono creati tra le persone coinvolte nell'ormai concluso primo ciclo del Master Universitario, oggi siamo a proporre, la costituzione di un Associazione di ex alumni MUEC.
L'Associazione, ovviamente, è aperta a tutti coloro che hanno frequentato negli anni precedenti, fin dall'avvio del corso, la scuola di specializzazione, oggi, Master.

Gli obiettivi che l'Associazione si prefigge sono chiaramente indicati nell'articolo 3 dello Statuto Sociale titolato scopi dell'Associazione e che qui riportiamo:

1. promuovere lo sviluppo del Master Universitario in Economia della Cooperazione;

2. promuovere, progettare e realizzare attività culturali ed iniziative inerenti lo sviluppo della mutualità cooperativa e della cooperazione in genere;

3. progettare, realizzare e divulgare iniziative e servizi culturali, sociali, scientifici e tesi alla promozione della mutualità cooperativa e della cooperazione in genere. L'Associazione si propone di realizzare, tra i propri associati e non, momenti conviviali e culturali al fine di rafforzare il comune sentimento della mutualità cooperativa;

4. promuovere ed organizzare attività seminariali, conferenze e corsi volti allo studio ed alla diffusione della cultura cooperativa e allo sviluppo delle capacità professionali ad essa inerenti

5. promuovere e valorizzare le diverse professionalità degli associati

6. promuovere lo sviluppo di relazioni, scambi, informazioni con tutte le altre persone, fisiche e giuridiche, che perseguono, direttamente e/o indirettamente scopi compatibili con quelli di cui al presente articolo.



Preme evidenziare, a scanso di equivoci, che tra gli scopi che l'associazione, in modo esplicito, sempre a scanso di equivoci, ha posto tra i suoi scopi vi è, mi sembra opportuno risottolinearlo, "L'Associazione si propone di realizzare, tra i propri associati e non, momenti conviviali e culturali al fine di rafforzare il comune sentimento della mutualità cooperativa". Lascio, ovviamente, a Voi la giusta lettura e interpretazione dello scopo appena proposto.

Al di là del giusto momento conviviale gli odierni masterizzati hanno deciso di costituire un'associazione con il chiaro obiettivo di condividere i principi della cooperazione, sia con coloro che hanno già partecipato al corso MUEC e sia con coloro che partecipano e parteciperanno. E' ovvio che le strade professionali di alcuni economi della Cooperazione non si sono indirizzate nel mondo della cooperazione ma è, altrettanto vero che la maggior parte di noi lavorano all'interno del mondo della cooperazione e stanno andando a ricoprire ruoli sempre più di rilievo. E a maggior ragione è fondamentale che le informazioni, le esperienze, ma anche semplicemente, le sensazioni che chi lavora in questo mondo coglie quotidianamente le confronti e le condivida. Al contempo è necessario che i principi storici della cooperazione, quelli per i quali coscientemente o meno, hanno portato tutti quanti a partecipare al MUEC, vengano sempre più diffusi correttamente.

Questi sono gli scopi che questa associazione intende perseguire e ci si augura possa farlo, malgrado tutti gli impegni personali e professionali, che tutti noi abbiamo. Vogliamo sperare che, rispetto al passato, il successo possa essere determinato dal numero di economi della cooperazione che questo corso ha specializzato e che, quindi, l'associazione possa avvalersi di piccoli contributi provenienti dal maggior numero di economi della cooperazione. Fin d'ora confidiamo nel prezioso aiuto che il dott. Giovanni d'Adda saprà sicuramente fornirci, come già in oggi fa.

L'approfondimento tecnico sarà lo strumento che noi intendiamo utilizzare per promuovere ed avviare momenti di confronto professionale. Quest'anno, come già detto le novità che il nostro Legislatore ha voluto introdurre nel nostro ordinamento giuridico sono tali e di così ampio respiro che tutti noi dobbiamo procedere ad una rilettura dei principi.

Al riguardo siamo certi della disponibilità che gli illustri professori che ci hanno condotto nel corso dell'anno accademico 2002/2003 all'approfondimento dei temi della cooperazione ci vorranno concedere nel prossimo futuro.

Concludendo, vorrei ringraziare l'intero corpo docente del MUEC, qui più che degnamente rappresentato dal Prof. Zamagni per la disponibilità offerta a tutti noi, e vorrei inoltre inviare uno speciale ringraziamento al dott. Giovanni D'Adda per la precisione e per la volontà con cui svolge il suo compito essenziale sia al funzionamento del Master, sia, si spera, a quello della nascente Associazione di cui è stato insieme a tutti noi promotore.

Spero che i rapporti creatisi grazie alla partecipazione al corso di studi possano portare ad esperienze sempre più appaganti sia dal punto di vista professionale sia da quello personale, oltre ad evolvere in sinceri rapporti di proficua collaborazione oltre che di amicizia.

Infine vorrei ringraziare il dott. Giuseppe Foti per l'impegno profuso per la realizzazione del sito internet dell'Associazione visibile all'indirizzo www.associazionemuec.org e per il ruolo di "Arbitro" svolto all'interno del gruppo.



Grazie.

 
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