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Testo del Discorso Conclusivo tenuto dal Rappresentate degli studenti del MUEC 2004-2005 PDF Stampa E-mail
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lunedì 05 dicembre 2005

Illustri professori, gentili ospiti e infine, non ultimi per importanza, probi pionieri del IX e X ciclo del Master Universitario in Economia della Cooperazione, come era solito definirci il nostro tutor Giovanni D'Adda nelle e-mail di ragguaglio sull'attività didattica,

mi trovo qui oggi alla cerimonia di consegna dei diplomi e per me, in rappresentanza dei colleghi che hanno frequentato il Master l'anno passato, è un onore e un piacere potermi rivolgere a quelli che sono stati e resteranno i nostri maestri approfittando dell'occasione per porgere loro i nostri più sentiti ringraziamenti.

Inizio pertanto con il ringraziare l'Università di Bologna, la Facoltà di Economia, L'Istituto Luzzatti, le Centrali Cooperative e tutti coloro che negli anni si sono impegnati nella realizzazione di quello che in origine era un corso di specializzazione in Economia della Cooperazione e oggi un Master. Infatti è proprio grazie alla "cooperazione" tra questi elementi che negli anni si è potuto sviluppare e migliorare il MUEC, centro nevralgico delle esperienze di studio e formazione delle generazioni future, non solo più italiane, ma anche straniere. Siamo infatti orgogliosi di segnalare la considerevole presenza di studenti stranieri, addirittura 7 nel ns. ciclo, e alcuni di questi faranno ritorno a casa, portando nei loro paesi le conoscenze qui acquisite, la Ns. esperienza nel settore cooperativo e di questo, ribadisco, ne siamo fieri. Il secondo ringraziamento va al corpo docente. Mi rendo conto che per voi suonerà banale, perché sicuramente sono parole che avete già sentito da altri, ma cercate di comprendere anche il nostro desiderio di manifestarvi la nostra stima e rispetto per quanto da voi compiuto nei nostri confronti. Abituati, infatti, ad aule stracolme di persone dove l'identità del singolo viene poco valorizzata, ci siamo ritrovati in un'aula composta da poco meno di trenta persone, con dei docenti che organizzavano le loro lezioni non solo in modo cattedratico, ma anche sulla base degli stimoli provenienti da noi. E' stato molto gratificante e significativo per noi poter contribuire, attraverso i nostri suggerimenti, dettati dall'esperienza maturata in aula, alla realizzazione di piccoli miglioramenti nella organizzazione didattica del X ciclo del master.


Mi riferisco in particolare a due modifiche: la prima è relativa ad una diversa successione temporale degli insegnamenti che, sempre nel rispetto puntuale della propedeuticità, renderà il carico di impegno dei nostri successori sensibilmente più costante nel corso dell'intero anno, in modo da evitare soprattutto appesantimenti finali che sottraggono tempo e attenzione all'inizio dell'attività di stage; la seconda concerne l'attivazione dei corsi propedeutici in favore di chi è completamente e digiuno di conoscenze di natura economico-aziendale.

Tali modifiche sono il feed-back di un flusso comunicativo, attivatosi da subito, tra la componente studentesca ed i docenti, che ha avuto la sua ufficializzazione nelle riunioni del Consiglio Scientifico.


L'ascolto ricevuto dai nostri rappresentati nelle diverse sedute ci ha molto gratificati ed ha prodotto, come sottolineato prima, piccole innovazioni di cui speriamo possano beneficiare appieno i nostri successori.

Per tale motivo ci permettiamo di suggerire (come ulteriore contributo) che sarebbe il caso di enfatizzare l'importanza del Consiglio Scientifico, quale strumento di confronto e dialogo tra le varie componenti, attraverso una calendarizzazione delle sedute che prevede incontri a cadenza almeno trimestrale.


Intendiamo, in questa sede, da ribadire un concetto che non è sicuramente innovativo, ma viene molto spesso dato per scontato. Questo Master ci ha fornito la "cassetta degli attrezzi" per entrare nel mondo del lavoro, ci ha dato la conoscenza più approfondita di un mondo che a molti di noi non apparteneva, ci ha istruito maggiormente su quelle che sono le regole che disciplinano questo mondo, ma soprattutto ci ha lasciato un insegnamento che va al di là dei concetti accademici. La cooperazione, infatti, oltre ad essere un modo di fare impresa è anche un modo per affrontare il nostro essere quotidiano e per rapportarci alla realtà che ci circonda. Insiti nell'idea di cooperazione si trovano valori come quello della porta aperta, di una testa un voto, della mutualità.

Questi sono concetti che esulano dal semplice agire economico, ma rientrano nel nostro modo di essere individui. Il principio di democraticità, la possibilità di annettere chiunque lo chieda, l'importanza che viene data all'opinione di ognuno, l'idea di un aiuto reciproco e di un agire comune, dovrebbero essere valori quotidiani. E' questo il grande insegnamento che abbiamo desunto da questa esperienza e dagli insegnamenti del corpo docente. Che si può essere cooperatori non solo sul lavoro, ma anche nella vita. Questa è la speranza che riponiamo in coloro che ci seguono, che anch'essi siano in grado di cogliere l'importanza di questa scoperta e di farla propria e trasmetterla con la stessa convizione a chi verrà dopo di loro.


L'ultimo ringraziamento va all'organizzazione del Master, l'indispensabile Dott. Giovanni D'Adda, il nostro tutor. Giovanni non è stato solo un tutor sempre presente e disponibile, ma anche una persona umanamente molto ricca e dotata di grande sensibilità. Agli studenti che attualmente frequentano il MUEC dico che sul Dott. Giovanni D'Adda si può sempre contare ed avere un punto di riferimento costante.
Infine ringrazio i miei colleghi a titolo personale, per i momenti trascorsi insieme, augurando agli attuali studenti di continuare la tradizione a noi trasmessa e fedelmente coltivata, che vuole il MUEC un serio momento di studio ed approfondimento ma anche di confronto gioviale e divertito.


Vi ringrazio per la cortese attenzione.
 
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